Un completo maschile è cucito con 30.051 punti, infilati da altrettanti gesti durante quaranta ore di lavoro. Un lavoro che inizia con il prendere le misure con attenzione, per poi fare il cartamodello personale del cliente che per ogni nuovo capo farà vivere un nuovo tessuto sulla sua figura. Un lavoro che vuole forbici affilate per un taglio preciso, dove i pezzi di stoffa da tagliare sono tante geometrie che si devono ricomporre in perfetta armonia: riga con riga, quadrato con quadrato, filo con filo.

E se si sbaglia, si ricomincia daccapo. Per ogni taglio e per ogni cucito, c'è un colpo di ferro a vapore perché come dicevano le nonne "si cuce con il ferro da stiro" e tanto bene lo sanno i revers sfumati a vapore, che guadagnano la loro rotondità anche dalla trapuntatura di strati sottili di tele, lavorati con tale perizia da sembrare essere destinati al ricamo più che al cucito. Ma come si mette un singolo punto è importante, siamo nel mondo dell'artigianato e qui la mano è fondamentale.

“Amo l’imperfezione della sartoria.
È la differenza che sfugge a un mondo troppo uguale”

La stessa mano che taglia, cuce, imbastisce pezzi di stoffa di tagli infinitesimali quanto grandi, ma che tratta tutti con il medesimo rispetto. Il tempo nel laboratorio della Sartoria Vergallo trascorre in pace e concentrazione, per seguire con lo sguardo quello che la mente sta creando. La sartoria è un'arte fatta di lavorazioni che non si arrendono a limiti di adattabilità e di pazienza, che rispettano il tempo che serve alla mano per riposare e al tessuto per prendere forma. La sartoria è fatta di pazienza e tecnica, abilità superiore di chi come il capo lo fa lo distrugge, aprendolo e chiudendolo alla ricerca della finitura assoluta: senza paura dell'imperfezione. E quando si desidera un nuovo capo basta chiamare in sartoria e attendere il vestito, con la consapevolezza che Gianni se ne sta occupando e che ogni minuto che passa nasce un piccolo pezzo del nostro abito che, come un figlio, diventa ogni giorno più grande, e con la certezza che quando sarà pronto non sarà solo un abito, ma il nostro abito.