Da assiduo lettore del blog del corriere della sera Italians di Beppe severgnini, qualche giorno fa ho inviato un mio scritto che aveva come tema il mestiere del sarto artigiano ( strano, vero? ).

L'intenzione era di portare ad un vasto pubblico, quale è quello dei lettori di questo blog ( uno dei più seguiti sul sito del corriere della sera ), una testimonianza di quali possono essere le opportunità che offre il mio mestiere, anche in un momento di crisi, a giovani volenterosi.

Con mia grande soddisfazione, ed un poco di sorpresa, il mio intervento è stato scelto tra i 10 interventi pubblicati nel giorno.

Questo è il link: http://italians.corriere.it/2011/10/11/un-mestiere-senza-crisi-il-sarto-artigiano/?search=1

Per chi non conoscesse Beppe Severgnini ed il suo blog vi invito a visitarlo, è molto interessante per la varietà di temi trattati e per la sottile ironia dell'autore.

    • isa bonacchi
    • 06 ottobre 2012

    Bravo Gianni! ottimo sarto, intelligente, intraprendente e anche eccellente comunicatore! complimenti vivissimi e grazie per l'aiuto e le info che sempre mi elargisce gentilmente. Spero di conoscerla presto! Isa Bonacchi

    • Luca Ghislanzoni
    • 29 ottobre 2011

    Gentilissimo Signor Cleopazzo,

    Leggo con immenso piacere il suo intervento sul blog Italians dove, da Italiano all’estero da quasi 5 anni, curioso settimanalmente in cerca
    di stimoli, confronto e riflessioni.

    Mi sono avvicinato alla sartoria – o dovrei dire al bespoke, dato che vivo a Londra – solo da pochi anni, ma questa nobile arte mi e’
    entrata dentro: e’ l’esaltazione dell’individualita’ del cliente, e’ l’esaltazione dell’individualita’ dell’artigiano. Anch’io, come lei afferma sul proprio sito,“amo l’imperfezione della sartoria. È la differenza che sfugge a un mondo troppo uguale.”

    Adoro il bespoke perche e’ percorso di ricerca continua, estetica – tessuti, colori, pesi - ed interiore - consapevolezza di se', di cosa
    piace e cosa no, di cosa ci valorizza e cosa no. E’ percorso di affinamento continuo: delle forme, dei dettagli.

    Ma non solo, bespoke e’ un modo responsabile di consumare, dove
    l’abito sartoriale puo’ essere riparato e poi trasformato – ad esempio la giacca di un abito navy che, quando i gomiti sono ormai lucidi,
    puo’ diventare un blazer per il weekend grazie all’aggiunta di toppe di suede beige e bottoni marroni in corno. Bespoke e' la risposta ad
    un consumismo irresponsabile e produzioni lontane di dubbia moralita’.

    Ringraziandola per il suo encomiabile impegno a tenere viva l’arte della Sartoria, la saluto cordialmente e non escludo di venire a
    toccare con mano i suoi abiti la prossima volta che saro’ in Italia.

    Luca Ghislanzoni, Londra

    • ANGELO ANGELONI
    • 29 ottobre 2011

    Buongiorno signor Cleopazzo.
    Mi presento, sono Angelo Angeloni, un papà di quasi 60 anni con due figli uno di 25, Riccardo, ed uno di 21, Alberto, quest'ultimo ha la passione per gli abiti, la moda e la sartoria in genere.
    Pensi che per il suo 19° compleanno ha voluto come regalo, non il solito telefonino, ma una macchina da cucire, con la quale si è messo a muovere i primi passi nel complesso campo della sartoria.
    Ovviamente i suoi primi "prodotti" sono stati abitini per le amiche, cose semplici, imbastite su un vecchio manichino recuperato in un mercatino.

    Ma veniamo al problema che lei sottopone ai lettori del forum Italians, ovvero quello del ricambio generazionale in un campo, la sartoria, che come dice lei "soffre" la mancanza di nuove leve.

    Un sabato mattina, di circa un anno fa, seguivo una trasmissione sui Rai 3 che proponeva un'intervista al signor Prinzivalli, sarto in Milano, che si lamentava proprio della carenza di nuove leve.
    Non mi parve vero di poter aver avuto l'occasione per cercare di fare imparare un mestiere ad Alberto.

    Ho quindi contattato il signor Prinzivalli per proporgli di "prendere a bottega"
    il mio Alberto, ovviamente senza nessun onere da parte sua.
    Il signor Prinzivalli, persona squisita, mi spiegò che avendo da tempo ridotto gli spazi del
    suo laboratorio di sartoria era impossibilitato a "tenere" un allievo.

    Gli chiesi allora di segnalarmi qualche nominativo di sarti presso i quali
    indirizzare il mio ragazzo, ma, purtroppo non fu in grado di darmi questo tipo di informazione.

    Chiedo quindi a lei se gentilmente fosse in grado di indicarmi qualche nominativo a Milano o dintorni dove poter indirizzare mio figlio.

    La ringrazio fin d'ora e le invio i miei più cari auguri per la sua attività.
    Angelo Angeloni

    • Francesco Tettamanti
    • 28 ottobre 2011

    Gentile Sig. Cleopazzo,

    con queste brevi e semplici righe volevo ringraziarla per la bella lettera inviata a Beppe Severgnini.

    In tempi per molti difficili come questi, dove è più facile lamentarsi della mancanza del lavoro o del lavoro che si svolge, è bello leggere di persone vere che vivono il proprio lavoro con grande passione, entusiasmo e con il desiderio di trasmettere non solo un lavoro, ma una cultura tramandataci nel tempo.

    Complimenti, infine, per il sito ben curato. Mi ha fatto nascere il desiderio di visitare di persona la vostra sartoria.

    Una buona giornata a Lei ed ai suoi collaboratori

    Francesco Tettamanti

    • Emilio
    • 28 ottobre 2011

    Ciao Gianni, come molti ho letto il tuo messaggio su Italians e m'e' piaciuto (sono un po' del mestiere ma non certo un sarto pur lavorando nel mondo nell'abbigliamento)... M'e' piaciuto il tuo sito web ed il tuo approccio fresco e dinamico ad un mondo molto raffinato e colto che, pur fortuna, con la crisi, non ti ha messo in ginocchio (al contrario)... ma questa crisi sta minando o ha gia' minato un sistema paese "vecchio" che era dedito alla sartoria...

    Proprio ieri un mio cliente qui a NewYork cercava un sarto e chiedeva disperatamente a tutti se ne conoscessimo uno che lui avrebbe assunto immediatamente... In tutti i mega department stores del lusso, i sarti sui piani di vendita che armeggiano con capi di Brioni, Kiton, Isaia, Zegna, Cuccinelli, Armani etc etc sono tutti italiani, sopra i 55anni sicuro, spesso "italo americani" e tutti che ci osservano con nostalgia, come se noi giovani italiani (io ho 40 anni - giovane non troppo!) rappresentassimo quell'Italia che loro sentono ancora il "paese" degli artigiani che loro hanno lasciato da bambini (o in cui non hanno neppure mai abitato ma di cui hanno sentito decenni di nostalgia raccontata dai loro genitori che in casa parlano ancora dialetti del sud - e te ne accorgi parlando con questi sarti)...

    Ed e' proprio come dici tu: i sarti non si trovano piu'... Soprattutto sarti capaci che abbiano voluto dedicare tempo e cultura all'apprendimento di un mestiere raffinato e difficile... Io vengo da Biella e mio padre mi faceva fare gli abiti su misura sin dai miei 17 anni e vedevo il sarto come un SuperLusso... Ora lo vedo come un mestiere colto, difficile, raffinato e sicuramente al servizio di quei milioni di clienti (nel mio caso americani) che hanno dollari da spendere ma quasi mai sanno a chi rivolgersi per far riprendere le maniche di un abito da 6mila dollari... Non parlano mai con qualcuno che sappia suggerire loro COME indossare un tre bottoni stirato a due.

    In bocca al lupo per la tua professioni, non mollare e se puoi' divertiti a portare avanti un mestiere nobile e difficile come il tuo...

    Bye bye

    • Stefano Toria
    • 28 ottobre 2011

    Riproduco quanto scrissi personalmente in risposta alla pubblicazione a cui si riferisce qui sopra. Caro Cleopazzo, buono a sapersi. Dalla Svizzera gravito spesso nel nord Italia per certe spese che qui sono difficili, costose, o del tutto improponibili (mi chiedono dai trecento franchi in su per una camicia su misura: ma siamo impazziti, vicino Como c'è una camiceria artigianale che lavora benissimo e mi fa le camicie coi polsini per i gemelli a 95 euro, il prezzo giusto). Stavo pensando di riprendere a farmi fare i vestiti su misura come facevo negli anni '80 a Roma, dove avevo trovato una fabbrica che produceva anche su misura; ci sarebbe un piccolo artigiano a Como, ma anche Varese non è lontana, verrò a farle visita. Mi dà un'idea dei suoi prezzi? un completo da uomo (io porto una 54), in che range di prezzo si colloca? e le camicie? vedo che avete anche cravatte, io uso soltanto il papillon, ne avete? Ah, a proposito degli aiuti di Stato: sono una bufala. Mia moglie, artista-artigiana (fa mosaici: www.musivarte.ch) partecipò a un piano di incentivazione della microimpresa, quando eravamo a Orvieto; non le sto a raccontare i dettagli, basti dire che anziché aiutarla le hanno messo tutti i possibili bastoni fra le ruote, e poi alla fine l'hanno lasciata sola. E hanno anche avuto il coraggio di invitarla a un convegno, a dare la sua "esperienza positiva"; mia moglie ha avuto la tentazione di andare al convegno e raccontare un po' di cose, ma aveva di meglio da fare. Ad ogni modo congratulazioni e auguri per la sua impresa a cui auguro successo e prosperità. -- Stefano Toria Knonau, Svizzera

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